5. Una strategia nazionale per sostenere e partecipare al processo di ratifica della Convenzione Obiettivi di apprendimento I partecipanti acquisiranno una conoscenza di base su: - principali strumenti di partecipazione al processo di ratifica della Convenzione - la costruzione di alleanze e di strategie per favorire il sostegno ai diritti umani delle persone con disabilità 5.1 Il Processo di ratifica 5.1.1 Il processo di ratifica nel paese Ogni paese ha procedure diverse per il processo di ratifica, anche se l’obiettivo finale è lo stesso: “introdurre nella legislazione nazionale il testo della Convenzione”. Il processo di ratifica analizza la legislazione nazionale per verificarne la compatibilità con le norme della Convenzione. Alla fine di questo percorso vi può essere l’approvazione di una legge con lo stesso testo della Convenzione o di leggi diverse. Infatti ogni paese può presentare delle riserve a parti o articoli della Convenzione e quindi non introdurlo nella legislazione nazionale. Illustrare quale è il percorso di ratifica nel paese dove si svolge il corso ed individuare gli elementi essenziali di azioni del movimento delle persone con disabilità può favorire tale processo. 5.1.2 L’importanza della partecipazione delle Organizzazioni di persone con disabilità nella fase di scrittura, negoziazione e firma La Convenzione prevede che il processo di ratifica, come quello di implementazione e di monitoraggio, coinvolga le organizzazioni di persone con disabilità (vedi art. 4 comma 3; capitolo 3.1.3). Il metodo di lavoro utilizzato nella scrittura della Convenzione, nel Comitato Ad Hoc, infatti ha coinvolto a pieno titolo le organizzazioni delle persone con disabilità, che hanno realmente scritto, insieme alle delegazioni governative, il testo finale: è questa una eredità importante nel momento in cui il processo di ratifica si sposta a livello nazionale. Quello che è stato riconosciuto dai governi nel Comitato Ad Hoc non può essere negato a livello nazionale. Per poter partecipare realmente al processo di ratifica, bisogna formare persone che siano in grado di conoscere le norme contenute nella Convenzione e capaci di seguire il suo iter procedurale per proporre all’organismo (o agli organismi), incaricato di discutere ed approvare il testo della ratifica, i suggerimenti e gli emendamenti richiesti dal movimento delle persone con disabilità di quel paese. 5.1.3 Il coinvolgimento delle organizzazioni di persone con disabilità nella Convenzione Bisogna elaborare una strategia perché le organizzazioni di persone con disabilità siano coinvolte pienamente nel processo di ratifica. Individuati gli interlocutori bisogna chiedere loro incontri, con documenti politici specifici, identificando i diversi impegni. Anche l’organizzazione di convegni, incontri e seminari può essere utile a sensibilizzare gli attori ed i decisori. Egualmente importante è produrre una traduzione fedele nella propria lingua del testo della Convenzione (disponibile nelle sei lingue ufficiali dell’ONU). Per conseguire questo risultato si possono utilizzare tutti gli strumenti di empowerment sociale e di comunità (vedi punto 4.4). 5.2 La costruzione di alleanze 5.2.1 La commissione nazionale indipendente sui diritti umani La gran parte degli Stati che hanno ratificato le Convenzioni ONU sui diritti umani hanno costituito delle Commissioni nazionali sui diritti umani. Queste Commissioni sono organismi indipendenti dai governi, che operano per promuovere la conoscenza, la diffusione e la tutela dei diritti umani, con programmi specifici di attività. Tali organismi includono spesso rappresentanti della società civile. Importante è coinvolgere questi organismi nel corso di formazione (spesso non hanno informazione nel campo della disabilità) e costruire forme di collaborazione con le organizzazioni di persone con disabilità e loro familiari. Lo scambio di competenze reciproche tra commissione e organizzazioni di persone con disabilità e loro familiari favorirà la diffusione della cultura dei diritti umani anche nel campo della disabilità. 5.2.2 Alleanza con la società civile organizzata L’inclusione sociale è un processo di cambiamento culturale, di regole e di norme, di comportamenti e attitudini verso le persone con disabilità. La società deve essere “riabilitata” e divenire capace di rispettare i diritti delle persone con disabilità. Per questo è molto importante trasformare la visione che la stessa società civile ha delle persone con disabilità. Un’attenzione particolare perciò va dedicata alla costruzione di alleanze con la società civile organizzata, quali i sindacati, le altre organizzazioni non governative, ordini professionali e la comunità organizzata dei cittadini. Questa azione di sensibilizzazione e formazione infatti attiverà altri attori chiave, che possono contribuire in maniera significativa alla diffusione della cultura dei diritti umani nell’ambito della disabilità. Strumenti di lavoro possono essere corsi di formazione, campagne per coinvolgere la società civile organizzata nelle azioni di ratifica della Convenzione, coinvolgimento dei mass media. 5.3 Strumenti di partecipazione 5.3.1 Forme di partecipazione per la definizione di politiche condivise, il monitoraggio, la partnership locale e piattaforme di obiettivi Molto utili nella rivendicazione di una partecipazione piena nei processi di definizione, decisione e valutazione dei risultati conseguiti dalle politiche sulla disabilità sono le forme attraverso le quali si può conseguire questo obiettivo. Molte sono le esperienze maturate in vari paesi, per cui bisognerà valorizzare quelle già conseguite e positivamente sperimentate in quel paese e illustrare altre esperienze. Tra le altre segnaliamo: Agenda 22, che ha introdotto un metodo di lavoro a livello nazionale e locale per monitorare l’applicazione delle Regole Standard delle Nazioni Unite, attraverso la costituzione di un gruppo di lavoro paritetico tra organizzazioni di persone con disabilità ed istituzioni pubbliche competenti; l’adozione da parte di Comuni, province e regioni della Convenzione e la conseguente costruzione di strumenti partecipativi per introdurre i valori e le norme della Convenzione nei rispettivi regolamenti e politiche locali; costruzione di forme di monitoraggio locale autogestito dell’applicazione delle norme della Convenzione; costruzione di piattaforme di azione comune con altre ONG che operano in campi di azione vicini o analoghi, per favorire valori e principi contenuti nella Convenzione. Utile è presentare esperienze e buone prassi. 5.4 Un piano di azione per la ratifica della Convenzione 5.4.1 La costruzione di un piano di azione per la ratifica Il risultato finale di questa parte del corso è quello di costruire un piano di azione nazionale delle organizzazioni di persone con disabilità che identifichi interlocutori ed alleati, strumenti e metodi di lavoro, obiettivi da conseguire e tempi di realizzazione. La costruzione di una simulata di questo piano di azione dovrà essere definita attraverso gli strumenti didattici più appropriati che permettono agli stessi corsisti di elaborare proposte e definire strategie di azione.